Google+ Bolgeri - il Gruppo Tolkieniano di Milano

mercoledì, settembre 26, 2012

Tales of the Night

Il New York Times di oggi nella sua sezione "movies" dedica un articolo all'ultima fatica del regista d'animazione francese Michel Ocelot, che molti di voi ricorderanno per Kirikù e la strega Karabà. Il suo ultimo lavoro è Tales of the night (Les Contes de la Nuit), in cui un vecchio e due ragazzi si incontrano, nel contesto di un teatro abbandonato, e si raccontano storie appartenenti alle tradizioni di diverse culture tra uomini-lupo francesi, ragazze azteche e viaggi nrll'oltretomba, il tutto animato con una delicatissima tecnica che evoca il teatro delle ombre. Il che mi fa tornare alla mente Ben Hibon, ma questa è un'altra storia.
Il film sarà proiettato negli Stati Uniti domani per la prima volta, anche se è stato presentato alla Berlinale del 2011 ed è uscito nelle sale francesi il 20 luglio dell'anno scorso. Il film è in realtà del 1992. Meglio tardi che mai.

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mercoledì, settembre 12, 2012

Indiscrezioni dalla ComiCon: il mago di Oz (by Sam Raimi)

Ne avete abbastanza di sentir parlare dello Hobbit? Molto bene. Vi consiglio allora di acquistare lo stesso il numero di ottobre di Empire, per godervi due pagine di speciale sul nuovo film di Sam Raimi. Niente di meno che Il Mago di Oz.

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lunedì, maggio 05, 2008

Lo Hobbit - The inevitable return of...

Di ritorno da una quattro giorni di scarso riposo ma anche da un grazioso déjeuner sur l'herbe bolgerico in Cascina Fagnana un anno dopo i terribili eventi, con ritrovata energia trovo in casella una serie di notizie cinematografiche che volentieri (ah sì?) ripropongo in questa sede. I più informati di voi già saranno al corrente della notizia, ai meno informati probabilmente non fregherà niente, ma è possibile che qualche ingenuotto di ritorno da Foggia ancora non ne abbia sentito parlare, così ecco qui la serie di notizie (grazie all'amico Giuliano che mi ha segnalato questo articolo consentendomi di rimettermi in pari con tutte le novità).


Guillermo del Toro, ormai confermato alla regia del film tratto dallo Hobbit, ha rilasciato il 25 aprile un'esclusiva intervista a TheOneRing.Net. Nell'intervista, il regista del Labirinto del Fauno annuncia innanzitutto la sua intenzione di farsi sentire a più riprese sulla tag-board del forum e, in seconda battuta, si lamenta che i Bolgeri non ne abbiano una. Concluse quindi le proprie rimostranze per l'ormai obsoleto blog del gruppo milanese, passa a discutere alcuni aspetti della sua poetica e le applicazioni di questi principi alla trasposizione del libro di Tolkien.
Ciò che traspare in maggior misura dall'intervista, spiegabilissimo in termini di marketing, trovo che sia un desiderio di continuità con il lavoro di Peter Jackson, a cominciare dal desiderio di non imbarcarsi nella direzione del film a meno che i problemi legali tra il precedente regista e la New Line non si fossero risolti. Del Toro annuncia continuità riguardo alle location - ancora la Nuova Zelanda - e riguardo all'uso delle stesse: «le location possono essere migliorate dalla tecnologia, naturalmente, sia digitale che non. Quello che vorrei evitare, però, è ricreare gli ambienti naturali in grafica digitale: è una cosa che non mi piace fare. Il film è sostanzialmente un film di viaggio, penso che si debbano usare le location il più possibile». In larga misura, si tratta - almeno a parole - di un portare al cubo ciò che ha già fatto Peter Jackson, ovvero in gran parte un "montaggio" su più piani di paesaggi esistenti. «The essential elements for keeping continuity are on track», dice lui stesso rispondendo ad una domanda sul futuro utilizzo o meno degli effetti speciali della Weta Digital. La conferma stessa di molti membri del cast e dello staff è ulteriore indizio di una volontà di costruire un vero e proprio "prequel" ai film di Jackson, invece di un prodotto autonomo: confermati Andy Serkis, Ian McKellen, Howard Shore, John Howe, Gino Acevedo (il supervisore al trucco della Weta), Richard Taylor (supervisore creativo di maquette, mostri and all that jazz) e, a quanto pare, anche Alan Lee. E Del Toro ha un bel rassicurare, sempre nella stessa intervista, riguardo alla trama che sarebbe una storia autonoma: l'autonomia di un prodotto dovrebbe essere anche altro e io, che avrei preferito per Lo Hobbit un'interpretazione del tutto diversa della subcreazione tolkieniana rispetto a quella data da Jackson, non mi sento particolarmente soddisfatta dopo aver letto quest'intervista. Non se le differenze, almeno a detta di Del Toro, sono riconducibili ad una scala cromatica «more golden» e ad un minor uso della grafica digitale nella creazione dei mostri.

Ecco infine che cosa risponde riguardo ad una domanda sul famigerato "secondo film", quello che dovrebbe porsi cronologicamente tra Lo Hobbit e la trilogia.
«You know, I traveled to New Zealand just a little while ago, and one of the main reasons for going was to sit down and talk about the second film. The Hobbit, the book, is really one self-contained film, so for the second movie we sat down and worked it out. When we did this we got really excited because this second film is not a ‘tag on’, it’s not ‘filler’, it’s an integral part of telling the story of those 50 years of history lost in the narrative. There will be certain things that we will see from the first movie but from a different point of view, but it will feel like a volume, in the 5 volumes of the entire story. It will not feel like a bridge, I’ve been hearing it called ‘a bridge film’, it’s not, it’s an integral chapter of the story, and I think we’re all on the same page».
Paura, eh?

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venerdì, marzo 07, 2008

Programma di domenica

Dato l'alto numero di adesioni alla proposta, il raduno ordinario di domenica si terrà in forma straordinaria per un pomeriggio che ci vedrà infastidire la cultura in varie forme.
Si inizierà con un'operazione di disturbo presso i banchetti di libri usati in piazza Diaz, guidata dal nostro Padre Fondatore Tarabas, per poi proseguire a pranzo e spostarsi in direzione di Palazzo Reale, in piazza Duomo: qui, i bolgeri si introdurranno con l'inganno ad una mostra e si lasceranno andare a tutti i commenti che potranno scaturire dall'azione combinata tra la guida del capofamiglia e l'ispirazione del momento. Non paghi, i bolgeri si sposteranno quindi per un'azione di disturbo a carattere enogastronomico preliminare, presumibilmente in direzione di una gelateria o simili, per poi dedicarsi anima e corpo al disturbo della Nona Musa. Concluderanno con una cena.

Riassumendo il programma della spedizione:
  • ore 11.30, p.zza Diaz - visita ai banchetti del libro usato;
  • ore 15.30, p.zza Duomo - ritrovo davanti a Palazzo Reale per la mostra L'arte delle donne;
  • orario da definirsi e luogo da definirsi - film (indovinate? da definirsi);
  • al termine del film - cena.

Ricordo che chiunque si può aggregare, in qualunque momento della giornata, sia esso animale, vegetale o minerale.

Ecco, infine, una descrizione dal sito della mostra ed il video che la presenta. Generalmente sono poco incline ad apprezzare la "discriminazione a rovescio" per cui un'opera dovrebbe essere interessante a prescindere solo perché opera di una donna. Tuttavia di questa particolare mostra (percorso critico a parte) mi hanno detto ottime cose, sia per quanto riguarda l'allestimento che per quanto riguarda la selezione di opere. E se la parte critica sarà carente - cosa che mi pare possibile leggendo la presentazione qua sotto - non dubitate che il vostro capofamiglia conosce un paio di aneddoti gustosi con cui rallegrarvi la visita. Tutto quello che nessuno vi ha mai detto sulla pittura e che probabilmente non avreste nemmeno voluto sapere.

“Certo in nessun’altra età”, ebbe modo di scrivere Giorgio Vasari nelle sue Vite, “s’è ciò meglio potuto conoscere, che nella nostra; dove le donne hanno acquistato grandissime lettere”. Il percorso espositivo non poteva quindi che prendere inizio proprio dal Rinascimento, quando, in Italia e in Europa, il caso di una donna artista non rappresentava più, come nel Medioevo, un fenomeno isolato.

Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana sono alcune delle prime artista attive nel Cinquecento italiano.

Figura mitica, per aver ricevuto, vecchissima e cieca, l’omaggio di una visita di Anton van Dyck, Sofonisba Anguissola (c.1535-1625), cremonese, si specializzò, come le sue sorelle, soprattutto nel ritratto e nell’autoritratto, introducendo un tema che avrà, nelle biografie delle artiste, uno speciale rilievo e un significato preciso, destinato a divenire uno dei filoni principali della produzione femminile fino ai nostri giorni. “Dama di honore de la Reyna” di Spagna, l’Anguissola, di cui si espongono due tra le opere maggiori, (Autoritratto al cavalletto e Partita a scacchi) fu la prima donna a godere dell’appoggio dei monarchi europei.

Lavinia Fontana (1552-1614), sua quasi coetanea bolognese, divenne a sua volta ritrattista ufficiale delle famiglie nobili della città. Figlia di uno dei protagonisti del manierismo bolognese molto attivo a Roma a metà del Cinquecento, Lavinia si formò alla scuola del padre, animata da un gusto eclettico che univa ai modelli tosco-romani e parmensi i primi sentori di quello spirito nuovo che avrebbe nutrito la “riforma” dei Carracci.

Era assai frequente che le artiste fossero figlie o sorelle e mogli di artisti.
È il caso di Marietta Robusti (c.1550-1590), figlia di Tintoretto, detta la Tintoretta, presente col suo luminoso Autoritratto della Galleria degli Uffizi, che fa cenno alla sua educazione musicale, in accordo con le regole educative del tempo.

Ma è la romana Artemisia Gentileschi (1593-1654) ad avere ricoperto un ruolo fondamentale nell’affermazione della donna artista, non solo perché fu una grande pittrice, ma anche perché fu lei a ispirare, negli anni Settanta del secolo scorso, un nuovo interesse di natura femminista e sociale, su tutto il mondo femminile nelle arti. Figlia di Orazio Gentileschi, caravaggista della prima ora, subì violenza da Agostino Tassi, pittore raffinatissimo, e lo denunciò. La raccolta degli atti del processo per lo stupro subito è uno dei primi documenti di questo tipo e spiega l’oscuro fascino che, unendosi a quello della sua pittura, la trasformò in una eroina senza tempo. Continuò a dipingere scene dove il sangue gronda purpureo e lasciò alcune delle più stupefacenti immagini di Giuditta, l’eroina biblica. Giuditta, Susanna, Betsabea divengono i soggetti preferiti di Artemisia e delle artiste seicentesche, che scelsero decisamente di rappresentare donne eccezionali della storia classica e della storie biblica, femmes fortes in cui identificavano il loro stesso destino.

Elisabetta Sirani (1638-1665), figlia di un pittore allievo di Guido Reni, Giovanni Andrea Sirani, ebbe un destino assolutamente opposto a quello di Artemisia. Dedita soltanto alla sua arte, visse soli ventisette anni, lavorando indefessamente, ma morì all’improvviso, e si parlò di avvelenamento. Entrò quindi nella leggenda: era donna, era pittrice, era figlia di un pittore. La morte giovane aggiunse un’aura alla sua figura; il sospetto avvelenamento trasformò l’intera vicenda in giallo.

Nel Settecento il palcoscenico delle donne dell’arte si apre per accogliere biografie straordinarie, quali quelle dell’italiana Rosalba Carriera (1675-1757) specializzata nella raffinatissima tecnica del pastello qui rappresentata da uno splendido Autoritratto e da un Ritratto maschile, che fu attiva presso le maggiori corti d’Europa, da Parigi a Vienna e della svizzera Angelica Kauffmann (1741-1897), colta interprete di un precoce neoclassicismo ancora intriso di grazie rococò, splendidamente rappresentato nelle due opere in mostra, Erminia e l’Immortalità.

Con l’Ottocento le schiere s’infoltiscono: ecco dunque Berthe Morisot (1841-1895) cognata di Edouard Manet e protagonista dell’Impressionismo e delle sue battaglie, specializzata nella resa di temi domestici e intimi, e le americane Mary Cassatt (1845 - 1926) scoperta da Degas e da lui introdotta nell’ambiente impressionista.

Suzanne Valadon (1867-1938), madre di Maurice Utrillo, fu in intelligente equilibrio tra i due secoli, tanto da anticipare molte delle visioni fauviste o cubiste. Negli stessi anni scorse la vita tormentata di Camille Claudel, (1864-1943) maggior scultrice dell’Ottocento, la cui esistenza fu segnata dalla relazione col suo maestro Auguste Rodin. La mostra accoglie il famoso ritratto che la giovane allieva eseguì del maestro, e un bronzo raffigurante La Valse. Grande scultrice, potente artigiana, infaticabile lavoratrice, era la sola donna dell’atelier di Rodin che potesse tagliare il suo marmo - compito da uomini. Allo stesso tempo è interprete delicata e sensibilissima di una misura che declinava il modello rodiniano nella sfumatura più moderna delle curve e dei motivi decorativi: abbassò il tono stentoreo e monumentale del maestro, per scoprire la forza anche dentro una scultura di dimensioni inferiori.

Si giunge così al Novecento, attraverso l’opera elegantissima di Elisabeth Chaplin (1890-1982), artista francese di origine ma di cultura italiana, di cui si espongono due capolavori provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, alle prime avanguardie e all’inglese Vanessa Bell (1879-1961), protagonista, con la sorella Virginia Woolf, di un movimento straordinariamente vivace nell’Inghilterra tra i due secoli.

Tedesche come Gabriele Münter (1877-1962), Marianne von Werefkin (1860-1938), Paula Modersohn-Becker (1876-1907) e Käthe Kollwitz (1867-1945), presente con un nutrito gruppo di opere, vissero da protagoniste l’atmosfera cosmopolita della Germania del primo espressionismo gareggiando con le prime donne italiane lanciate nell’entusiasmo mediatico del futurismo.

Meteore fuori dal coro, Tamara de Lempicka (1902-1980) e Frida Kahlo (1907-1954) sconcertano non solo con le opere, ma anche con le loro biografie. Autrici di altissima individualità, seppero tracciare linee uniche e indipendenti tra le correnti del secolo.

Il Novecento spalanca la complessità del contemporaneo presentando voci sparse, ormai non più elencabili secondo un ordine, né di nazione, né di tendenze, come Meret Oppenheim (1913-1985), indiscussa protagonista di uno sperimentalismo sempre all’avanguardia.

Accompagna la mostra un catalogo Motta editore.


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venerdì, maggio 04, 2007

La musica nella Terra di Mezzo

Lentamente, metteremo on-line tutto il materiale che è stato prodotto o utilizzato durante questi quattro incredibili giorni di festival, corredato da foto, video, file audio, resoconti e molto altro. Incomincio con la lettura critica sulla musica nel legendarium tolkieniano, che ha guidato la bellissima chiacchierata del martedì sera, l'unica che siamo riusciti a fare di quelle in programma nel marasma del festival. Cogliamo l'occasione per ringraziare i partecipanti, che speriamo vengano a trovarci prima possibile.
Imagine:
Matteo Tognela, Gregoriano o elfico?


La musica nella Terra di Mezzo
a cura di Maddalena Tarallo
C'è un passo nella biografia di J.R.R. Tolkien stilata da H. Carpenter in cui si fa esplicito riferimento al rapporto di Tolkien con la musica ("possedeva una non comune sensibilità per il suono e l'aspetto delle parole. Esse riempivano per lui lo spazio che per molte persone è occupato dalla musica. Anzi, la reazione che le parole evocavano in lui era quasi interamente emotiva"): è interessante notare come, malgrado la mancanza di notizie precise sugli interessi musicali dell'autore, la presenza della musica - e del canto - sia così potente e pervasiva all'interno delle sue opere.
La musica, ed ancora più il canto, è il mezzo espressivo attraverso il quale gli abitanti della Terra di Mezzo esternano le proprie emozioni di gioia o di dolore, oppure tramandano la storia antica che viene narrata sotto forma di canti epici; la musica coadiuva e rafforza l'esercizio del potere o della "magia", oppure sostiene gli animi prima di una battaglia ed accompagna i caduti nel loro ultimo viaggio; anche le figure negative del mondo tolkieniano utilizzano la musica, come accade per i goblin dello Hobbit, a dimostrazione del fatto che tale mezzo espressivo è parte integrante del tessuto di questo mondo "secondario".

La musica come creazione
La creazione, così come espressa nel Silmarillion, si esplicita proprio attraverso la musica, con la melodia proposta da Eru e ripresa dagli Ainur. Tale musica rimane come una presenza costante nel suono delle acque che svolgono la doppia funzione di fornire linfa vitale al mondo e di produrre un "suono di fondo" nel creato: ne è un esempio il risuonare della voce del Vala Ulmo (signore delle acque) in tutti i corsi d'acqua che attraversano Arda e che assolvono anche la funzione di trasportare i suoi messaggi a chiunque sia in grado di udirli e di comprenderli; Tolkien stesso ci dice che nell'acqua, più che in ogni altra sostanza presente nel creato, risuona l'eco della Musica degli Ainur e che "molti dei Figli di Iluvatar ascoltano la voce del mare senza mai esserne appagati, eppure non riconoscono ciò che stanno ascoltando" (La Musica degli Ainur) - e questo è vero non soltanto per gli abitanti della Terra di Mezzo, ma anche per noi che viviamo nel mondo primario, o "reale".
A questo proposito è interessante confrontare il mito della creazione esposto da Tolkien con quello del contemporaneo ed amico C.S. Lewis nelle Cronache di Narnia, dove il leone Aslan, a sua volta, utilizza il canto come mezzo creativo - la sostanziale differenza consiste nell'esecuzione "da solista" di Aslan, in contrapposizione alla coralità espressa dagli Ainur tolkieniani.

La musica come incantesimo
Oltre al mito della creazione, così come espresso nell'Ainulindale, nel Silmarillion si possono trovare esempi di musica "incantatrice" con Yavanna, il cui canto favorisce la crescita dei due Alberi che sono fonte di luce nella terra immortale di Valinor e, allo stesso tempo, offre un esempio del potere creativo femminile, oppure con Lúthien che tramite la sua voce pone fine all'inverno e da' inizio alla rinascita primaverile, oltre ad affascinare Beren e legarlo per sempre a sé (in quest'ultima accezione potremmo ritrovare un'eco della 'Dama senza pietà' di Keats e dell'inscindibile legame con cui attrae a sé le proprie "vittime").
Nel Signore degli Anelli è Tom Bombadil la figura più rilevante in questo senso: le sue canzoni, all'apparenza frivole e prive di senso, sono l'esternazione del controllo che è in grado di esercitare sulla natura: è cantando che Tom costringe il Vecchio Uomo-Salice a liberare gli hobbit che ha catturato e a ritornare al suo sonno, e sempre cantando sconfigge lo Spettro dei Tumuli che a sua volta aveva intonato un incantesimo per imprigionare gli Hobbit; anche Baccador, la compagna di Tom, utilizza il canto per favorire la pioggia, e quindi il rinnovamento della natura, ed entrambi stabiliscono intorno a sè una sorta di "isola felice" che nessun elemento indesiderato può penetrare.
Anche il celeberrimo poema dell'Anello non è scevro da connotazioni "magiche", questa volta negative: quando Gandalf ne pronuncia una strofa durante il Consiglio di Elrond l'atmosfera si oscura improvvisamente ed i presenti sono preda di un timore senza nome.
In questa categoria potrebbe rientrare anche il potere di Galadriel, che mantiene intatto il regno di Lórien preservandolo dal decadimento e dalla corruzione, anche se questa modalità appare diametralmente opposta a quella di Tom e Baccador, perchè agisce contro i ritmi naturali che invece sono parte integrante del loro mondo.

La musica come espressione del potere Potrebbe avere una qualche forma di relazione con l'incantesimo: un esempio si ritrova nel Silmarillion, durante la lotta tra Finrod Felagund e Sauron. I due combattono sì fisicamente, ma viene anche detto che "Felagund si misurò con Sauron con canti di potere, e quello del Re era grande"; tuttavia, Sauron ebbe la meglio. In questo caso si direbbe che la musica serva da supporto allo scontro materiale e sia il fattore determinante nel decidere il vincitore.

La musica in battaglia Gli esempi più importanti di questo genere di canto si possono osservare nella marcia degli Ent verso Isengard ("Veniam, veniam, con rullo di tamburo") – si noti come nell'originale ("We come, we come with roll of drum") il suono stesso delle parole svolga la funzione di strumento musicale) - e nell'esortazione di Theoden di fronte alle mura di Minas Tirith ("Avanti, avanti, cavalieri di Theoden"); in entrambi i casi il canto rafforza la volontà di agire e crea una forma di coesione tra i singoli individui.
Nel Silmarillion il corno di Oromë, il Vala cacciatore "di mostri e belve feroci", incute terrore nei suoi avversari con la sola potenza del suo suono, mentre nel Signore degli Anelli gli hobbit utilizzano il suono del corno per annunciare un pericolo e richiamare la popolazione alla difesa del territorio; nella fase finale della battaglia al Fosso di Helm, il suono del grande corno dello Hornburg riesce a seminare lo sgomento tra i ranghi degli Orchi ed annuncia la sortita di Theoden e dei suoi Rohirrim, mentre nell'assedio di Rohan è ancora il corno ad annunciare l'arrivo dei rinforzi.

La musica dell’addio E' in stretta relazione con la musica bellica, considerate le inevitabili conseguenze. Tra gli esempi più rilevanti troviamo il canto funebre per Theoden, con il quale viene sottolineata la forza d'animo del re che è stato in grado di affrancarsi dagli abissi di dubbio e terrore in cui lo avevano imprigionato le macchinazioni di Saruman e Grima, oppure l'addio a Boromir intonato da Aragorn e Legolas, intriso di rimpianto per la sua prematura scomparsa, ed ancora il lamento per Gandalf degli Elfi di Lórien, le cui parole non sono riportate perché gli Hobbit non le comprendono, pur percependone la "dolce tristezza".
Per questo genere di musica vale la pena menzionare il breve inserto cantato, relativo al funerale di Theodred, figlio di Theoden, che si può seguire nella versione cinematografica del Signore degli Anelli realizzata da Peter Jackson: è un momento intensamente emotivo e fornisce un interessante spaccato culturale sulla società dei Rohirrim.
Un diverso genere di addio, questa volta ad un luogo considerato oramai irraggiungibile, è quello di Galadriel che rimpiange i giorni lontani vissuti a Valinor ed esprime il suo dolore per l'impossibilità di potervi ritornare; altrettanto malinconicamente gli abitanti di Granburrone, con il loro inno ad Elbereth rievocano tempi e luoghi ormai perduti per sempre.

La musica come memoria E' forse l'accezione più diffusa all'interno dell'opera di Tolkien, perché attraverso le storie tramandate oralmente vengono effettuati i collegamenti "storici" tra le diverse vicende concernenti la Terra di Mezzo: è un mezzo per fornire dettagli dello sfondo che risultino informativi senza essere pedanti. Tra gli esempi più rappresentativi troviamo il canto di Eärendil recitato da Bilbo a Granburrone, la storia di Beren e Lúthien, e la lista delle creature viventi recitata da Barbalbero che assolve il ruolo di "museo di scienze naturali" per la Terra di Mezzo.
Estremamente evocativa, anche perché declamata nella cornice delle miniere di Moria, è la storia dell'epopea di Durin, primo sovrano del popolo dei Nani, mentre è la voce di Sam Gamgee che ci ricorda, seppure parzialmente, le gesta del principe elfico Gil-galad, caduto nello scontro epocale contro Sauron nel corso dell'Ultima Alleanza tra Elfi e Uomini. Viene invece affidato ad Aragorn, come esempio del linguaggio dei Rohirrim e nel contempo come rimando storico, il 'Lamento di Eorl', altrimenti conosciuto come 'Dove sono cavallo e cavaliere ?', uno dei poemi più belli di tutto il Signore degli Anelli, insieme alla struggente canzone che ricorda la storia degli Ent e delle Entesse, declamata da un triste Barbalbero che ricorda i tempi passati e le perdute compagne dei pastori di alberi.

La musica come intrattenimento
Appannaggio quasi esclusivo degli hobbit e logica derivazione della loro natura solare e conviviale, questo genere di musica accompagna ogni manifestazione della loro vita, dal cammino al bagno, dal cibo al riposo ed agisce come "colonna sonora" leggera e vivace alle loro attività, fornendo nel contempo anche pratici suggerimenti per la vita quotidiana. Sono sempre gli Hobbit, poi, che nella casa di Tom Bombadil si abbandonano al canto come mezzo espressivo preferenziale, accorgendosi che "esso sgorgava spontaneamente dalle loro labbra, quasi fosse più semplice e naturale cantare che parlare".
Anche i più "seriosi" nani dimostrano di saper apprezzare una canzone abbondantemente condita di umorismo, come quella che accompagna le loro attività domestiche nella casa di Bilbo e che rivela la loro precisa intuizione sul carattere e le abitudini del loro ospite.
Non mancano comunque esempi velati di malinconia, entrambi attribuibili a Bilbo, sia nella canzone Seduto accanto al fuoco rifletto ("L'Anello va a Sud") sia nella versione finale di La via prosegue senza fine ("Molte separazioni"), dove possiamo osservare la consapevolezza della fine del proprio ruolo nella 'storia'. E' proprio The Road goes ever on a fornire una sorta di filo conduttore nella principale opera tolkieniana, in quanto le sue diverse declinazioni contribuiscono a segnalare il passare del tempo e l'evoluzione spirituale di Bilbo e Frodo a seguito degli avvenimenti che li vedono protagonisti.

La musica come speranza Uno dei temi senz'altro più cari a Tolkien è proprio quello della speranza, che sopravvive anche nei momenti più bui; gli Hobbit, pressoché persi nella Vecchia Foresta, si fanno coraggio con una canzone ("ogni bosco prima o poi finisce"), ed il ricordo di Beren e Lúthien viene ancora in loro soccorso quando, inseguiti dagli Spettri dell'Anello, ricordano come l'amore che legava i due sia stato più forte di ogni pericolo.
Senza dubbio i due esempi più rappresentativi della musica legata alla speranza si trovano rispettivamente nel Silmarillion ("Il ritorno dei Noldor") e nel Signore degli Anelli ("La Torre di Cirith Ungol"). Nel primo episodio, Fingon, ritenendo vana la sua ricerca del prigioniero Maedhros, intona una canto come moto di sfida verso il nemico sentendosi poi rispondere da Maedhros stesso e riuscendo così a compiere la sua missione. Nel secondo, in uno dei passi più emotivamente carichi dell'opera, Sam è alla ricerca di Frodo prigioniero degli Orchi e, sopraffatto dalla stanchezza e dalla disperazione, intona un canto che inneggia alla luce ed alla speranza e sente la voce di Frodo che gli fa eco. Nel caso di Sam, in particolare, la speranza si accompagna spesso alla consapevolezza storica perché il suo costante collegamento alle vicende del "passato" gli fornisce la forza di proseguire rassicurandolo sul fatto che "le grandi storie" non finiscano mai e che c’è sempre la possibilità di superare ostacoli apparentemente insormontabili.

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martedì, aprile 24, 2007

Enki Bilal: chi era costui?


Dato che l'intervento di domenica sera (h 18) al caffé letterario sulla vita e l'opera di Enki Bilal incuriosisce molti, spendiamo due parole sulla sua vita e la sua biografia.

Nato il 7 ottobre 1951 in una Belgrado ancora profondamente segnata dai postumi della Seconda Guerra Mondiale, si trasferisce in tenera età a Parigi con la famiglia e per questo è spesso considerato un autore francese. Qui inizia a frequentare la Scuola Superiore di Belle Arti e, dopo soli tre mesi di frequentazione, vince un concorso di illustrazione bandito dal giornale a fumetti Pilote. Dopo un anno di apprendistato come illustratore, copertinista e autore di storie brevi presso la medesima rivista, incontra lo sceneggiatore Pierre Christin e con lui realizza alcuni libri fantastici realizzati per lo più mescolando fotografia e fumetto, come Légendes d'aujourd'hui, La croisière des oubliés, La vaisseau de pierre, La ville qui n'existait pas, Les phalanges de l'ordre noir, Partie de chasse.
Dal 1980 inizia a prendere forma la sua Trilogie Nikopol, da cui trarrà poi il film Immortal (ad vitam), costituita da La foire aux immortels (1980), La femme piège (1986) e Froid équateur (1992). Per la saga, in cui prende forma un mondo surreale e onirico, l'autore vince il premio la BD d'Or al I Salon de le Bande Dessinée di Grenoble (1989) e il Grand Prix de la Ville de Sierre (1993).
La strada che lo porterà al cinema inizia a delinearsi parallelamente alla trealizzazione di questi volumi, che vedranno proprio una trasposizione nel 2004: nel 1980 Bilal collabora con Alain Resnais per il manifesto, le scenografie ed i costumi del film La vie est un roman e, sempre con Resnais, per la realizzazione del manifesto del film Mon oncle d'Amérique.
Il 1989 vede la sua prima regia, per il film fantascientifico Bunker Palace Hôtel, su sceneggiatura di Pierre Christin e con Jean-Louis Trintignant, Carole Bouquet e Maria Schneider. Nel 1996 gira il suo secondo lungometraggio, Tykho Moon, con Julie Delpy.
Nel 1990 si avvicina anche al teatro e al teatro dell'opera, realizzando le scenografie, i costumi, la locandina e il manifesto di una rappresentazione del Romeo et Juliette di Prokofiev con la regia e la coreografia di Angelin Preljocaj.
Tra le altre attività di Bilal, va infine ricordato il progetto Transit, realizzato con il suo gallerista Christian Desbois, che ha visto la produzione di alcuni francobolli, accessori, poster e ogetti di merchandising vicini alla copia d'autore per concezione e realizzazione.


Bibliografia dell'autore (ordine cronologico)

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lunedì, aprile 23, 2007

Festival Tolkieniana Net - guide giornaliere

Ma che c'è sabato? E domenica? E se non vengo lunedì cosa mi perdo? E cosa posso vedere martedì? Che film ci sono? Cosa suoneranno i Lingalad?
Per rispondere a queste e ad altre domande, ecco alcune guide giornaliere che abbiamo preparato, con articoli, traduzioni di saggi, consigli di lettura e, soprattutto, con il programma dettagliato del giorno, gli abstract di alcune conferenze, le scalette dei concerti, schede sugli artisti e molto altro.

Saranno disponibili in loco, giorno per giorno, per l'acquisto ad un prezzo di costo di 2 € l'uno, ma - naturalmente - potete scaricare queste guide gratuitamente sin d'ora.

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venerdì, aprile 20, 2007

Beowulf & Grendel


Beowulf & Grendel (2005)

Regia: Sturla Gunnarsson
Con: Gerard Butler (Beowulf), Hringur Ingvarsson (giovane Grendel), Ingvar Eggert Sigurðsson (Grendel), Spencer Wilding (padre di Grendel), Stellan Skarsgård (re Hrothgar), Elva Ósk Ólafsdóttir (madre di Grendel).

Presentazione: durante l’incontro Le fonti dello Hobbit: Tolkien e il Beowulf delle ore 17.30 al caffé letterario Fagnana, a cura del gruppo culturale Bolgeri di Milano
Proiezione: h 23, auditorium Fagnana

Al momento di scegliere i tre film che sarebbero stati proiettati nelle sere di sabato 28, domenica 29 e lunedì 30 in occasione del II Festival Tolkieniana Net, una delle nostre prime scelte è stata questo film relativamente recente con Gerard Butler, passato praticamente inosservato sui nostri schermi. Il primo motivo della scelta è stato proprio questo: molte persone con cui ci siamo consultati hanno espresso rammarico per non essere riusciti a vederlo a causa della scarsa distribuzione, nonostante la presenza di un attore d'eccezione come Gerard Butler e il tema decisamente d'interesse. Il secondo motivo è stato naturalmente l'opportnità di legarlo a Tolkien, con un incontro che discutesse del poema e del suo strettissimo rapporto con Lo Hobbit di Tolkien. Ma di questo parleremo in seguito su questo blog. Per ora, ecco due recensioni del film, una pro e una contro, per iniziare a farvi un'idea di che cosa si tratta.

In positivo
«Il cuore del film, come già si intuisce dal titolo, è costituito dalla prima parte del poema, sposando implicitamente una linea di interpretazione che Tolkien non avrebbe apprezzato ovvero la possibilità di suddividere il Beowulf in due parti distinte ed autonome.
Il titolo offre inoltre un primo indizio su un modo particolare di trattare il rapporto tra eroe e mostro, tra Beowulf e Grendel, un rapporto che crea una sorta di dualismo paritario: la pietà, il rispetto per l'avversario, il senso dell'onore, vengono ripresi da Sturla Gunnarsson ed elevati a tema centrale, reinterpretando il tema della lotta contro il mostro in chiave moderna ed etica, ponendo l'accento sui meccanismi che scatenano l'odio e su quelli che lo placano, sulla necessità del combattimento e su quella del rispetto per l'avversario, valori indipendenti dalla religione e, anzi, ad essa contrapposti nel momento in cui la figura del predicatore, giunto tra i danesi per promuovere la conversione al cristianesimo, viene caricata e ridicolizzata fin quasi a renderla parodica.
A questa chiave di lettura moderna, il film contrappone una grande attenzione filologica ai dettagli e agli scenari che, senza scadere in un naturalismo da documentario, fanno da cassa amplificatrice della vicenda accompagnandola con mutamenti climatici e variazioni di habitat. La reggia di Hrothgar, infine, è splendidamente "denobilitata" e resa secondo la sua realtà storica più che secondo il poema.
Un'interessante interpretazione.»
(Chiara Rizzarda - "Shelidon")

In negativo
«Dal punto di vista prettamente visuale il film è splendido: gli scenari naturali dell'Islanda catturano immediatamente lo sguardo dello spettatore ed offrono una stupenda cornice alla vicenda, ma ci si accorge molto presto che all'interno di questa cornice manca il quadro.
La narrazione è piatta ed oserei dire priva di anima, mentre i personaggi appaiono senza spessore, come se gli attori stessero leggendo, più che interpretando, dei ruoli per i quali provano poco interesse - non si riesce a stabilire un contatto emotivo con queste figure tristemente bi-dimensionali e quasi caricaturali: Hrothgar è completamente privo della regalità e (quel che è peggio) della dignità di un sovrano e Beowulf non presenta nessuna delle caratteristiche dell'eroe classico, poichè fatica ad emergere dal gruppo dei compatrioti, a loro volta dipinti come poco più
di un manipolo di sbruffoni in cerca di un diversivo.
Lo stesso Grendel, a cui inizialmente viene fornita una valida giustificazione per le stragi che compie, appare in seguito più ridicolo che terrificante (forse a causa del bizzarro linguaggio con cui il regista ha deciso di farlo esprimere), mentre la madre di Grendel ricorda, neppure troppo vagamente, il famoso Mostro della Laguna Nera - è forse per onorare questo legame con i B-movies di buona memoria che il regista ha scelto di introdurre anche la figura del figlio di Grendel, la cui utilità ai fini narrativi rimane tuttora oscura.
Complessivamente deludente.»
(Maddalena Tarallo - "Nymeria")

Indice delle scene:
  • Titoli di testa
  • Prologo - la nascita dell'odio
  • Un eroe dal mare
  • Presagi dal mare
  • Un re debole
  • Il consulto
  • Beowulf in Danimarca
  • La promessa
  • L'avvertimento
  • Sulle tracce di Grendel
  • Domande per capire
  • Confronto a distanza
  • Il responso delle ossa
  • Un re morente
  • Le informazioni di Grimur
  • La grotta del troll
  • "Io devo sapere"
  • La vendetta
  • I motivi dell'odio
  • Leggende e storie
  • Il valore della vita
  • Legami di sangue
  • Il mancato insegnamento
  • Onore a Grendel
  • Chi sono gli assassini?
  • Titoli di coda


Vi aspettiamo a Buccinasco al caffé letterario e alla proiezione del film.
La partecipazione ad entrambe le iniziative è gratuita.

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mercoledì, aprile 11, 2007

II Festival Tolkieniana Net - programma

Ecco una versione ragionevolmente definitiva del programma del festival; come anticipato, il programma del festival può essere suddiviso in due parti più una:
  • HobbiTana 70°, festeggiamenti per il settantesimo dalla pubblicazione dello Hobbit con esposizioni, conferenze, tavole rotonde e incontri sul capolavoro per ragazzi di J.R.R. Tolkien sconfinando in temi come la fiaba e la letteratura giovanile;
  • Ritorno a Númenor, sul tema della città fantastica e reale, con tavole rotonde e interventi sulla natura, sull'ecosostenibilità, sul futuro, esposizioni artistiche, concerti, proiezioni cinematografiche e molto altro;
  • Per saperne di più, una serie di interventi ed iniziative per neofiti e appassionati cu temi di interesse legati a Tolkien e al fantastico.
In più, il programma generale è suddiviso in quattro sentieri che ripercorrono le orme della subcreazione tolkieniana:
  • il sentiero degli elfi, quello che storicamente è più caro al festival, con interventi, iniziative, stand e spettacoli legati alla musica, la voce del creatore nella sucreazione tolkieniana;
  • il sentiero dei nani, che si concentrerà sui temi dell'arte e dell'artigianato, dell'arte applicata, con mostre-mercato di artigianato, dimostrazioni e corsi di calligrafia e incisione, visite guidate alle mostre e conferenze;
  • il sentiero degli hobbit, la parte più giocosa del festival, dedicata a giochi e feste, che pure non dimentica il tema dell'ambiente e della natura;
  • il sentiero degli Istari, i depositari della sapienza e della cultura nella Terra di Mezzo, con interventi, conferenze, corsi e seminari.

HobbiTana 70°
sabato 28 aprile
  • h 11, Auditorium. Saluto alle autorità, presentazione della manifestazione e presentazione degli organizzatori (tavola rotonda)
  • h 14.30, Cascina Robbiolo. Federico Beltrami, Presentazione mostra sullo Hobbit e visita guidata
  • h 15, Cascina Robbiolo. Paolo Gulisano, There and back again: Lo Hobbit (conferenza)
  • h 16.15, Cascina Robbiolo. Anke Eissmann, Orsetta Innocenti, Associazione Culturale Hamelin, Lo Hobbit e la letteratura giovanile (tavola rotonda, modera Roberto Arduini)
  • h 17.30, Auditorium. Quirino Principe, Dalla parte del drago (conferenza)
  • h 17.30, Caffé letterario. Gruppo culturale Bolgeri, Le fonti dello Hobbit: Beowulf e Tolkien (incontro)
  • h 23.30, Auditorium. "Beowulf & Grendel" (proiezione del film)
Domenica 29 aprile
  • h 10.30, Cascina Robbiolo. Niki Pace e Enrica Paresce, Presentazione didattica di percorsi e attività sullo Hobbit destinate a scuole elementari e medie (presentazione)
  • h 11.30, Cascina Robbiolo. Orsetta Innocenti, Lo Hobbit e la letteratura giovanile (conferenza)
  • h 15, Cascina Robbiolo. gruppo teatrale I Lettori, “Le avventure di Bilbo Lo Scassinatore” (spettacolo di letture recitate)
  • h 16.15, Cascina Robbiolo. Silvana De Mari, Origini della fiaba (conferenza)
  • h 20, Cascina Robbiolo. Federico Beltrami, visita guidata alla mostra sullo Hobbit
Lunedì 30 aprile
  • h 11.30, Cascina Robbiolo. Federico Beltrami, visita guidata alla mostra sullo Hobbit
  • h 21, patio della Cascina Fagnana. Salone del fuoco: libere letture.
Martedì 1 maggio
  • h 14.30, Cascina Robbiolo. Federico Beltrami, visita guidata alla mostra sullo Hobbit
  • h 15.30, Cascina Robbiolo. Raffaella Benvenuto, Lo Hobbit e il suo rapporto con la fiaba (conferenza)

Ritorno a Númenor
sabato 28 aprile
  • h 11, Auditorium. Saluto alle autorità, presentazione della manifestazione e presentazione degli organizzatori (tavola rotonda)
  • h 14.30, Auditorium. Cecilia Barella, Presentazione del libro Paesaggi dalla Terra di Mezzo
  • h 16.15, Auditorium. Chiara Rizzarda, Presentazione della mostra Ritorno a Númenor
Domenica 29 aprile
  • h 10.30, Auditorium. Giorgio Zauli, Animali e bestiario di Tolkien (conferenza)
  • h 11.30, Auditorium. Chiara Nejrotti, Atlantide e Numernor, Platone e Tolkien, rapporto tra la letteratura utopica ed i mondi fantastici (conferenza)
  • h 15.00, Auditorium. Paolo Petitto, Le città fantastiche (conferenza)
  • h 16.15, Auditorium. Come sarà la vita dei vostri figli tra vent'anni? Sesto San Giovanni e Renzo Piano: l'arrivo della fantascienza. Buccinasco e il PGT: la nuova Contea (parteciperanno il sindaco di Sesto Sergio Oldrini e il sindaco di Buccinasco Maurizio Carbonera)
  • h 18, Auditorium. Federico Beltrami e Alberto Carli, Visita guidata agli inferni possibili, dibattito sul sotterraneo come luogo della fiaba e del racconto fantastico (conferenza)
  • h 20, caffé letterario. Gruppo culturale Bolgeri, presentazione dell'opera e del pensiero di Enki Bilal
  • h 23.30, Auditorium. "Immortal (ad vitam)" (proiezione del film fantascientifico di Enki Bilal)
lunedì 30 aprile
  • h 15, Cascina Robbiolo. Giuseppe Festa, presentazione del libro I boschi della Luna
  • h 18, Auditorium. Adriano Vanin e Norbert Spina, Il Regno dei Fanes: una saga dalla preistoria delle Dolomiti e Dalla Terra di Mezzo alle Dolomiti. Confronto fra due figure speculari: Éowyn di Rohan e Dolasilla dei Fanes (conferenze)
martedì 1 maggio
  • h 14.30, Auditorium. Rossana Masoero, Architettura fantastica, dalla Terra di Mezzo alla storia dell'arte (conferenza)
  • h 16, Auditorium. ass.a Bruna Brambilla, Il Metrobosco: la nuova Lothlorien del Parco Sud, al confine con Milano (presentazione)

Per saperne di più: incontri su Tolkien e il fantastico
sabato 28 aprile
  • h 11, Auditorium. Saluto alle autorità, presentazione della manifestazione e presentazione degli organizzatori (tavola rotonda)
  • h 12.00. Sfilata per le vie di Buccinasco
  • h 15, patio della Cascina Robbiolo. Torneo e dimostrazione di spada gentile
  • h 15, sala dei nani (Cascina Robbiolo). Corso di calligrafia
  • h 15, sala di Vaire la tessitrice (Cascina Robbiolo). Laboratorio sartoriale a cura di Veronica Stima
  • h 15, sala degli Istari (Cascina Robbiolo). Laboratorio di lettura per adulti a cura di Cesarina Ciotti
  • h 15.45, Caffé letterario. Roberto Fontana, il linguaggio gestuale degli elfi (presentazione)
  • h 16, patio della Cascina Robbiolo. Spettacolo dei gruppi d'arme
  • h 16, boschi di Bucciansco (con partenza dalla Cascina Robbiolo). Giuseppe Festa, Attività ludico-sensoriale di educazione ambientale per ragazzi - Trova il tuo Ent (escursione)
  • h 16.30 caffé letterario. Daniel Reeve, Tengwar, Cirith, Rune, l'arte di scrivere nella Terra di Mezzo (conferenza)
  • h 16, patio della Cascina Robbiolo. Torneo di spada gentile
  • h 17.30, sala degli istari (Cascina Robbiolo). Corso di lingue: il Quenya
  • h 17.45, Cascina Robbiolo. Tavola rotonda sul futuro del fantastico con Luisa Vassallo, Patrizia di Resta (modera Paolo Gulisano)
  • h 21, Auditorium. Concerto dei Lingalad
  • h 22.45, patio della Cascina Fagnana. Cesarina Ciotti, letture da Monte Fato (spettacolo di letture recitate)
domenica 29 aprile
  • h 10, sala dei nani (Cascina Robbiolo). Corso di calligrafia
  • h 11, sala degli Istari. Laboratorio di lettura per bambini da 6 a 11 anni a cura del gruppo I Lettori
  • h 11, sala degli Istari. Laboratorio di lettura per bambini da 3 a 6 anni a cura del gruppo I Lettori
  • h 11, sala di Vaire la tessitrice (Cascina Robbiolo). Laboratorio sartoriale a cura di Veronica Stima
  • h 14, sala degli Istari (Cascina Robbiolo). Laboratorio di lettura per adulti a cura di Cesarina Ciotti
  • h 14.30, sala degli istari (Cascina Robbiolo). Corso di lingue: il Sindarin
  • h 14.30, caffé letterario. Incontro aperto del caffé letterario Il caffé versato
  • h 16.00, sala dei nani (Cascina Robbiolo). Corso di calligrafia
  • h 16, boschi di Bucciansco (con partenza dalla Cascina Robbiolo). Giuseppe Festa, Attività ludico-sensoriale di educazione ambientale per ragazzi - Il Canto del Bosco (escursione)
  • h 16, patio della Cascina Robbiolo. Spettacolo dei gruppi d'arme
  • h 16.15, Cascina Robbiolo. Silvana de Mari, Origine della fiaba (conferenza)
  • h 16.15, caffé letterario. Incontro aperto del gruppo culturale Bolgeri di Milano
  • h 18.30, Cascina Robbiolo. Passerella “Hwésta Olorëo Endórë – abiti e modelli della Terra di Mezzo”
  • h 21, Auditorium. Concerto dei Will o' the Wisp
  • h 23, patio della Cascina Fagnana. Roberto Fontana, racconto su Turin Turambar (spettacolo)
  • h 23, boschi di Bucciansco (con partenza dalla Cascina Robbiolo). Giuseppe Festa, Attività di sensibilizzazione ecologica profonda per adulti - Gli osservatori della notte (escursione)
lunedì 30 aprile
  • h 10, sala degli Istari (Cascina Robbiolo). Corso di lingue: il Quenya
  • h 11.30, sala dei nani (Cascina Robbiolo). Corso di calligrafia
  • h 12, sala degli Istari. Laboratorio di lettura per bambini da 6 a 11 anni a cura del gruppo I Lettori
  • h 14, sala degli Istari. Laboratorio di lettura per bambini da 3 a 6 anni a cura del gruppo I Lettori
  • h 14.30, Auditorium. Lorenzo Gammarelli, Tolkien e la Grande Guerra (conferenza)
  • h 15, sala dei nani (Cascina Robbiolo). Corso di calligrafia
  • h 15, sala degli Istari (Cascina Robbiolo). Laboratorio di lettura per adulti a cura di Cesarina Ciotti
  • h 15, sala di Vaire la tessitrice (Cascina Robbiolo). Laboratorio di ricamo a cura di Veronica Stima
  • h 15.30, Auditorium. Claudio Testi e Raffaella Benvenuto, presentazione della collana Marietti Tolkien e dintorni
  • h 16, patio della Cascina Robbiolo. Spettacolo dei gruppi d'arme
  • h 16, boschi di Bucciansco (con partenza dalla Cascina Robbiolo). Giuseppe Festa, Attività ludico-sensoriale di educazione ambientale per ragazzi - Il cocktail degli elfi (escursione)
  • h 16.15, caffé letterario. Roberto Fontana, il linguaggio gestuale degli elfi (presentazione)
  • h 16.15, Cascina Robbiolo. Franco Manni, presentazione del libro Lettera ad un amico della Terra di Mezzo
  • h 17.00, Auditorium. Anke Eissmann, L'arte di illustrare Tolkien (presentazione)
  • h 17.15, caffé letterario. Roberto Fontana, presentazione del gruppo di traduzione Forraspaccata (incontro)
  • h 17.30, Cascina Robbiolo. Premiazione del concorso "Hwésta Olorëo Endórë – abiti e modelli della Terra di Mezzo"
  • h 18.15, caffé letterario. Gruppo culturale Bolgeri, Dune alla scoperta di una subcreazione (incontro)
  • h 18.30, Cascina Robbiolo. Daniel Reeve, Tengwar, Cirith, Rune, l'arte di scrivere nella Terra di Mezzo (presentazione)
  • h 21, Patio della Cascina Fagnana. Salone del fuoco: libere letture
  • h 23, boschi di Bucciansco (con partenza dalla Cascina Robbiolo). Giuseppe Festa, Attività di sensibilizzazione ecologica profonda per adulti - Gli osservatori della notte (escursione)
  • h 23.30, Auditorium. "Dune" (proiezione del film di David Lynch)
martedì 1 maggio
  • h 10, sala dei nani (Cascina Robbiolo). Corso di calligrafia
  • h 11, sala degli Istari (Cascina Robbiolo). Laboratorio di lettura per adulti a cura di Cesarina Ciotti
  • h 11.30, Auditorium. Roberto Fontana, Ambarakanta - la foggia del mondo (conferenza)
  • h 11.30, sala degli istari (Cascina Robbiolo). Corso di lingue: il Sindarin
  • h 15, sala dei nani (Cascina Robbiolo). Corso di calligrafia
  • h 15, caffé letterario. Roberto Fontana, il linguaggio gestuale degli elfi (presentazione)
  • h 16, patio della Cascina Robbiolo. Spettacolo dei gruppi d'arme
  • h 16, boschi di Bucciansco (con partenza dalla Cascina Robbiolo). Giuseppe Festa, Attività ludico-sensoriale di educazione ambientale per ragazzi - Gli artisti della Vecchia Foresta (escursione)
  • h 16.15, Cascina Robbiolo. Premiazione del concorso "Palantir" bandito da Eldalië
  • h 17, sala degli istari (Cascina Robbiolo). Sono meglio le storie raccontate o quelle lette? laboratorio per ragazz a cura di Federico Beltrami
  • h 17.30, Cascina Robbiolo. Premiazione del concorso di saggistica bandito da Larcher ed Eldalië
  • h 18, caffé letterario. Gruppo culturale Bolgeri, La musica nella Terra di Mezzo (incontro)
  • h 21, Auditorium. Concerto degli Ainur
Per ora è tutto ma tenete d'occhio questa pagina perché il programma potrà subire ancora variazioni e integrazioni e perché nei prossimi giorni pubblicheremo altro materiale e altre informazioni oltre ad una guida al festival organizzata per giornata e per sentiero.

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giovedì, marzo 15, 2007

Parodie cinematografiche: un indice

Dato che qualche nostro familiare ha avuto dei problemi a cecare gli spezzoni di questa versione... un po' particolare dei film di Peter Jackson, provvedo a pubblicare un indice con relativi link.

La compagnia
  • Parte 1 o prologo, in cui si narra di come Svarion, l'Oscuro Signore, forgiò l'Anello Sovrano a Busto Arsizio imprigionandovi l'essenza stessa del fuorismo;
  • Parte 2, in cui la scena si apre sulla Contea e, sulle note di No Woman No Cry, arriva Ganjalf;
  • Parte 3, in cui Ganjalf svela a Godo il terribile segreto dell'anello lasciatogli da suo zio e il giovane hobbit è costretto a partire;
  • Parte 4, in cui Ganjalf si reca dal malvagio stregone bianco Lexotan e questi tenta di consegnarlo alla digos per la disintossicazione;
  • Parte 5, in cui gli hobbit giungono all'Autogrill di Brea, vi incontrano Granfatto e si mettono in viaggio per Gransburrone;
  • Parte 6, in cui l'agente Smith salva Godo dalla fumata pesante a Colle Vento e si narra di come Ganjalf sfuggì dalle grinfie di Lexotan;
  • Parte 7, in cui il consiglio di riunisce e la compagnia si forma;
  • Parte 8, in cui zio Bilbo dà a Godo un meraviglioso dono e si svelano gli effetti nefasti della peperonata;
  • Parte 9, in cui la compagnia entra ai magazzini di Moria e fa la sua prima comparsa Condom, l'essere che corre nudo tra la folla cosparso di burro;
  • Parte 10, in cui la compagnia si imbatte nella tomba di uno che è nato ed è morto e viene sorpresa da un'irruzione della digos;
  • Parte 11, in cui Godo scopre di essere immortale in quanto protagonista e Ganjalf libera tutto il proprio grande potere (l'onda energetica di Goku), prima di precipitare nel baratro con tutta la canapa;
  • Parte 12, in cui la compagnia si dispera per la perdita del pusher e Arabong porta tutti al "bordello del bosco";
  • Parte 13, in cui la stella del bordello mostra a Godo il proprio... ehm... curriculum e tenta di sedurlo;
  • Parte 14, in cui Sborromir aggredisce Godo convinto che nasconda ancora della marijuana e questi fugge, mentre Granfatto se la vede con la retata della digos;
  • Parte 15, in cui prosegue il terribile ed epico combattimento e Sborromir il valoroso cade;
  • Parte 16, in cui si conclude il combattimento e la compagnia si scioglie;
  • Parte 17, in cui Arabong, l'elfo livornese e il nano napoletano partono per salvare i due hobbit che sono stati arrestati e Godo promette a Sam che ci sarà anche nel prossimo film;
  • Interviste.
I due porri
  • Trailer;
  • Parte 1, in cui Godo si risveglia dopo un incubo popolato dai più terribili esseri che mai hanno calcato il globo terracqueo e riprende il viaggio, durante il quale Sam e Godo catturano Condom;
  • Parte 2, in cui Arabong, Girmi e Riff Raff proseguono l'inseguimento alla ricerca dei due hobbit, incontrano gli ultras laziali e infine hanno visto sufficienti puntate della signora Fletcher per dedurre che Merry e Pipino si sono salvati rifugiandosi nella foresta di Sherwood;
  • Parte 3, in cui gli hobbit incontrano la gigantesca pianta di cannabis Ganjalbero, guardiano della foresta di Sherwood, e i tre di Arabong vi incontrano Ganjalf, sfuggito dalle terribili cliniche di Lexotan;
  • Parte 4, in cui Cantagallo allieta Merry e Pipino da una parte mentre dall'altra superare il casello per Busto Arsizio senza monete si rivela una mission impossible;
  • Parte 5, in cui Marilyn Manson ha il fatto suo e re Rolloden viene esorcizzato dall'influenza di Lexotan;
  • Parte 6, in cui per ordine del re il popolo si trasferirà a Fregene e Condom è alle prese con un problema... non per stomaci delicati;
  • Parte 7, in cui Sam, Godo e Condom incrociano il circo Orfei, il popolo di re Rolloden è intercettato dalla digos e ha luogo un'epica battaglia;
  • Parte 8, in cui il capitano Aramis arresta Godo e Sam per avergli rubato una figurina di Hermione e Arabong, sulle note di una pietra miliare del cinema, scopre che 10.000 finanzieri incazzati stanno arrivando a Fregene per sequestrare tutta la scorta di marijuana di re Rolloden;
  • Parte 9, in cui ha luogo la riunione dei guardiani della canapa e Lorenzo giunge, sponsorizzato da Diarryl, a portare rinforzi a Fregene con tutto ciò che segue (probabilmente la parte migliore di entrambi i film, da vedere assolutamente);
  • Parte 10, l'ultima parte del precedente spezzone (separato per motivi di lunghezza) in cui un orco ha il suo momento di gloria, e Ganjalbero mostra a Lexotan l'unico modo in cui la cannabis fa male;
  • Parte 11, in cui Rolloden mostra chi è lo re, Ganjalf ritorna con gli ultras (and he lets the sunshine in) e Aramis lascia andare Sam e Godo;
  • Parte 12, in cui Sam rivela a Godo di aver preso la figurina di Hermione e il viaggio continua, in attesa della terza parte.
Parlando di parodie cinematografiche, non posso non citare:

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martedì, novembre 07, 2006

Gollum e Geri, personaggi cinematografici

Non so perché, ma in tutti questi anni dall'uscita del film di Peter Jackson mi sono sempre dimenticato di parlare di questo argomento, di cui mi sono ricordato solo ieri sera, riparlandone in casa con Donatella, la mia ragazza.
Donatella mi raccontava infatti di quanto avesse trovato originale il modo in cui PJ, ne "Le Due Torri", mostra la "schizofrenia" di Gollum tramite trovate registiche, fra cui cambio di mimica, di inquadratura e di voce.
Al contrario, io sostenevo che anche quella non sia una trovata originale: già nel 1997, la Pixar aveva infatti vinto un oscar come miglior film d'animazione grazie a "Geri's Game", un cortometraggio in CG strutturato quasi allo stesso modo della scena diretta da PJ, ed il cui protagonista, l'anziano Geri, ricorda proprio le fattezze di Gollum.
Siccome sono curioso di ascoltare i vostri pareri al riguardo, vi mando i link di interesse:


Informazioni in italiano
http://it.wikipedia.org/wiki/Geri's_Game

Video in streaming
http://remus.imeem.com/video/ve3bCR7z/pixargeris_game/




A prescindere poi da ogni discorso, vi consiglio di vedere il video, perchè è davvero simpatico e gradevole.

Buona visione!

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giovedì, giugno 15, 2006

Menu: letture critiche, saggi e articoli

Ecco un elenco delle recensioni, dei saggi e delle letture critiche presenti nel blog.

J.R.R. Tolkien
Saggi
Letture critiche
Traduzioni
Segnalazione di saggi e pubblicazioni
Recensioni
  • il nostro compositore Edoardo Volpi Kellermann parla del suo nuovo brano Festa in Casa Baggins (prima parte dell'articolo)
  • il compositore, violinista e direttore d'orchestra Alessandro Ferrari parla della sua Sinfonia degli Anelli (seconda parte dell'articolo)
Tolkien illustrato:

  • Gandalf (e su come lo stregone ha perso il cappello).

Avviso: ci sono in cantiere una lettura critica del capitolo "Erbe aromatiche e stufato di coniglio" e la pubblicazione di alcune traduzioni. Se qualcuno fosse interessato a partecipare, ci contatti pure o lasci un commento a questo articolo!

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Recensioni & simili

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