Google+ Bolgeri - il Gruppo Tolkieniano di Milano: Resoconto incontro dell'11/03/2007

martedì, marzo 13, 2007

Resoconto incontro dell'11/03/2007

Presenti: io & Tafkal, Dawid & Donatella, Elderion & Silvia, Nymeria, Bacca, Frodo e Lobelia
Luoghi: Roialto per il brunch, Garbagnati dalle 15.30 in poi, gelateria Grom verso le 18.00 e libreria Feltrinelli fino alle 20.00

Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. E fidarsi di una che si fa chiamare "la signora degli anelli" è pura follia, con il senno di poi. Ma procediamo con ordine.
Su consiglio della Lady of the Rings, ci siamo recati al Roialto (via Piero della Francesca) per il brunch: il locale si presenta ampio, non molto illuminato, e con una grande struttura circolare al centro ingombra di cibi. Quando arriviamo - trovando già Dawid, Donatella, Elderion, Silvia e Nymeria al tavolo - il primo motivo di essere perplessi si è già manifestato: i camerieri non capiscono l'italiano e qualsiasi frase vada oltre "vorremmo un po' d'acqua" (frasi come "si potrebbe avere un po' più di luce?") li manda letteralmente in crisi.
Iniziamo ad ordinare le bevande ("tutto compreso! tutto compreso!") e facciamo un primo giro di ricognizione: Davide e l'ormai traviata Donatella si servono iniziando dal dolce, mentre noi gente normale (normale per essere bolgeri, naturalmente) iniziamo com'è normale iniziare. La cosa ha ha un fondamentale vantaggio: possiamo metterci in guardia a vicenda su cosa meriti e cosa non meriti un assaggio. Il cibo sembra migliore dello standard dello Speakeasy, ma non è eccelso: alcuni piatti sono freddi (il che, dato il loro posizionamento in scaldavivande, è quantomeno bizzarro), altri erano qualcosa di simile a ciò che si può trovare in una tavola calda. Nel complesso, comunque, un cibo non eccezionale ma nulla di cui lamentarsi eccessivamente. Almeno fino al momento di pagare il conto. Ora, io non sono senz'altro tipo che si lamenta per un conto troppo caro, se i soldi sono ben spesi. Ma qui si sta parlando di 30 € per un brunch (!!!)
Mi sembra follia allo stato puro.
Avrei dovuto insistere nel cercare informazioni sul costo del brunch, informazioni assai sfuggenti in verità, ma tutto mi lasciava pensare che, come aveva detto la lady, il brunch fosse "un po' più caro del Roialto", e non il doppio. Del resto nessuno va ad immaginare che qualcuno consigli un brunch da trenta euro senza mettere in guardia l'interlocutore.
Sicuramente un altro esempio della maledizione che grava sul brunch bolgerico. Forze potenti devono essere all'opera, potenti almeno quanto quel collega di Nymeria, in grado di trasformarsi in gatto e di compiere magie temporalmente retroattive. Indipendentemente dal prezzo, comunque, il locale non si è rivelato rispecchiare i giusti canoni di bolgericità. Tenteremo ancora qualche altro ameno luogo. Prima o poi qualcosa si troverà.
Durante il pranzo si è iniziato a discutere dei punti cruciali che sono stati poi affrontati durante il raduno: l'approssimarsi del Tolkien Reading Day e del Festival Tolkieniana Net, l'ultima fatica dei nostri amici Kelvar (il loro blog che nessuno ci ha segnalato ma di cui ci siamo accorti lo stesso per il principio che bolgero è chi il bolgero fa), le prossime uscite cinematografiche, le novità editoriali italiane e internazionali.

Si è quindi parlato del prossimo eccezionale Festival Tolkieniana Net, un evento di proporzioni cosmiche di cui abbiamo l'onore di essere parte. Durante i quattro giorni di manifestazione, tra un professore universitario ed un ospite internazionale, i bolgeri si infileranno come... come... come l'acqua nel soffitto di Nienna, con il loro studio sulla musica nella Terra di Mezzo (già presentata al Dal Verme ed eccezionalmente non ancora on-line, ma solo per il piacere di poterla mettere tra gli atti del festival) e con un piccolo studio sulle fonti dello Hobbit, oltre che con una serie di piccoli interventi, chiacchierate ed incontri al caffé letterario che sarà allestito alla Cascina Fagnana, il polo della manifestazione dedicato alle città fantastiche. Affiancato al nostro banchetto di piccolo artigianato e libri rari, sventolerà fiero ed indomito il nostro stendardo (senza referente nudo dietro). Con i nostri pezzi da novanta parteciperemo a tavole rotonde e incontri. Insomma, l'operazione di assimilazione sarà davvero massiccia: resistance is futile.

Secondo (ma non secondo in ordine di importanza) è stato il Tolkien Reading Day, che cade il 25 marzo. Per l'occasione, si pensava di festeggiare bolgericamente l'evento: già troppo impegnati con il festival, non possiamo neppure pensare di imbastire qualcosa come ciò che hanno ideato i Faggiorosso di Reggio Emilia, smial della Tolkien Society proprio come noi, ma possiamo sempre darci allo sfrenato cazzeggio. Per farci perdonare dagli amici di Reggio per l'irriverenza, magari dedicherò un post alla loro iniziativa. Ma intanto, sono aperte le proposte per il giorno in cui trovarci e l'iniziativa da portare avanti. E se il giorno ed il luogo possono essere una banale casa di Davide il fine settimana del 24, le iniziative più deliranti che ci sono venute in mente sono di tipo cinematografico (la visione del film ridoppiato, che Davide ha avuto l'accortezza di procurarsi e che sicuramente merita, o una maratona sul Beowulf, passando dall'allucinante Beowulf con Christopher Lambert, in cui la madre di Grendel è recitata da una nota modella di playboy con tutto ciò che segue, per arrivare all'ultimo Beowulf & Grendel con Gerard Butler). Si accettano suggerimenti.

Ormai in pasticceria, dove abbiamo trovato Bacca, Chiara e Lobelia ma non Tarabas & Signora che ci hanno tirato il pacco, e mentre ci intrattenevamo amabilmente a parlare dei prossimi film in uscita (i tamarrissimi 300 e Ghost Rider), per la prima volta Garbagnati sembra alzare la testa ed un cameriere ci fa notare che è un self-service e dobbiamo ordinare giù. Per decenza, qualcuno di noi va a prendere qualcosa da bere. Quest'arroganza dovrà però essere punita. Per questo motivo, la prossima volta vestiremo Ringhio con il pelo rosa che Elderion non ha potuto nascondere ad un attento Davide e lo faremo ballare in bilico sulla ringhiera del soppalco.

Abbiamo quindi parlato un po' della nuova iniziativa dei nostri amici Kelvar, il loro blog, da cui è già possibile scaricare un cruciverba. Naturalmente inseriremo questo altro gruppo tolkieniano milanese tra i nostri link, tantopiù che Tarwe, Gwenaeth ed Eltharion che ne fanno parte fanno parte anche dei bolgeri e che Napoleone, altro membro del gruppo dedito a creare giochi per la Società Tolkieniana Italiana, è nostro amico. Non inserirli tra i nostri link sarebbe veramente assurdo, oltre che uno sgarbo insensato.

Abbiamo quindi osservato un pochino il librone che avevo portato e ci siamo poi spostati verso la gelateria Grom, perdendo per strada Lobelia e Chiara, dove abbiamo fatto la nostra mensile incursione. Da lì ci siamo poi spostati verso la libreria Feltrinelli, perdendo per strada Nymeria.
Qui, tra gli acquisti degni di nota ci sono stati:
  • L'invenzione della tradizione, di Hobsbawm e Ranger edito da Einaudi [Tafkal]. Un libro che piacerebbe ad alcuni nostri amici, il libro è così descritto in questa pagina: «Da non confondere con la "consuetudine", cioè con i vecchi modi di agire o di comunicare ancora vitali, le "tradizioni inventate" sono l'insieme di pratiche che si propongono di inculcare determinati valori e norme di comportamento ripetitive nelle quali è implicita la continuità con il passato. Ogni società ha accumulato una riserva di materiali in apparenza antichi: per rinsaldare vincoli nazionali, per connotare la fisionomia di partiti e classi sociali. Questa sorta di ingegneria sociale e culturale ha caratterizzato l'affermarsi delle nazioni moderne, che hanno cercato di legittimare la loro storia più recente cercando radici nel passato più remoto». Fa una bella coppia con il libro di Giovanni Semerano che tempo fa avevo regalato a Tafkal: La favola dell'indoeuropeo (edizioni Bruno Mondadori). Come scritto qui, «Il testo mette in luce in maniera provocatoria l'intuizione storica che "un vincolo di fraternità culturale lega da cinquemila anni l'Europa all'antica Mesopotamia, l'attuale Iraq, dove fiorirono le inarrivabili civiltà di Sumer, di Akkad, di Babilonia". L'elemento di congiunzione tra Oriente e Occidente è Sargon: il fondatore della dinastia di Akkad, nel III millennio a. C. Un libro polemico, brillante e chiaro, che offre ricche informazioni sull'origine e il significato delle parole che usiamo nell'intento di proporre una diversa chiave interpretativa ad una superata classificazione linguistica: il così detto indoeuropeo». Assolutamente imperdibili entrambi, da leggere e da regalare agli amici più cari.
  • Invito alla lettura di Tolkien, di Emilia Lodigiani (edito da Mursia e risalente al 1982). Un libro fondamentale per chiarezza, professionalità, completezza ed assenza di Tradizione Europea, è introvabile nella maggior parte delle librerie ma alla Feltrinelli di piazza Duomo ne hanno costantemente una copia, che si rinnova se acquistata. Davide non possedeva ancora il volume, ed è stato spronato all'acquisto.
  • Schegge di Luce, di Verlyn Flieger, tradotto da due sconosciuti a nome Raffaella Benvenuto e Giacomo Bencistà ed edito da Marietti, che così inaugura la sua collana Tolkien e dintorni. Non sapevamo fosse già nelle librerie: è stato naturalmente preso e messo in bella vista. Tra l'altro io ho ancora la copia di Nymeria, che dovrebbe ricordarsi di chiedermela o il libro rischia di rimanere da me fino alla fine dei tempi. Alla Feltrinelli hanno ancora, per le capre che ancora non lo possedessero, una copia di La via per la Terra di Mezzo. Mi raccomando, sosteniamo la lodevole iniziativa dell'editore.
  • Lunario, di Alfredo Cattabiani. Va ad aggiungersi al Florario e al Planetario. Chissà se prima o poi riuscirò a metterli insieme tutti.

Ci siamo poi separati, parlando di videogiochi.

Aggiornamento: mi è stato fatto giustamente notare che ho scortato di parlare della magic turtle. Per rimediare, inserisco direttamente il video!

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