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domenica, novembre 01, 2009

Halloween bolgerico

In attesa delle foto...


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mercoledì, gennaio 14, 2009

Presentazione del libro "La trasmissione del pensiero e la numerazione degli Elfi"

Libreria Feltrinelli – Corso Aldo Moro 3, Varese
Giovedì 22 Gennaio – ore 18:00


Presentazione del libro:
La trasmissione del pensiero e la numerazione degli Elfi
di J.R.R. Tolkien
(Ed. Marietti 1820)

Partecipano:
- Roberto Fontana, presidente dell’Ass.ne Culturale Granburrone e membro dell’equipe di traduttori dell’opera;
- Alberto Ladavas, membro della Tolkien Society, del comitato scientifico della collana “Tolkien e dintorni” (Marietti 1820) e dell’equipe di traduttori dell’opera;
- Francesca Manfredi, giornalista de “La Provincia” di Varese.



Il vizio segreto di Tolkien

Nessuna pruderie nei confronti del grande Professore di Oxford: come tutti gli appassionati di Tolkien già sanno, il vizio segreto dell’autore de Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion era solo (si fa per dire) quello di inventare linguaggi. Tale era l’amore di Tolkien per questa attività, non scordiamoci che era professore di filologia, che in una lettera scritta immediatamente dopo la pubblicazione del Il Signore degli Anelli ebbe a dire: «Alla base c’è l’invenzione dei linguaggi. Le “storie” furono create per fornire un mondo ai linguaggi e non il contrario. […] Per me, infatti, [Il Signore degli Anelli] è soprattutto un saggio di “estetica linguistica”, come a volte dico a chi mi chiede “di che cosa tratta?”» (Lettera n. 165). Benchè questa affermazione fosse una vera e propria dichiarazione di precedenza della linguistica sulla narrativa, Tolkien si lamentava che poche persone lo prendessero sul serio: «Nessuno mi crede quando dico che il mio lungo libro è un tentativo di creare un mondo nel quale una forma di linguaggio che vada d’accordo con i miei principi estetici sembri reale. Ma è vero.» (Lettera n. 205).

Tuttavia qualcuno potrebbe chiedersi: cosa c’entra tutto questo con La trasmissione del pensiero e la numerazione degli Elfi? Ebbene, l’opera in questione è la traduzione di una serie di saggi scritti da Tolkien fra il 1959 e il 1960 e pubblicati poi sulla rivista americana Vinyar Tengwar non essendo stati inclusi nel poderoso corpus esegesico tolkieniano costituito dalla History of Middle-earth. Benchè lo scopo dichiarato di tutti questi scritti sia quello filologico-linguistico, ossia quello di spiegare il significato di specifici termini nei vari idiomi Eldarin e le loro reciproche relazioni e dipendenze, l’autore non si limita ad un’arida e vuota elencazione di parole in Quenya, Sindarin e Telerin, né ad una fredda enunciazione di regole sintattico-filologiche. Com’è nello stile di Tolkien, da ogni termine scaturisce una nuova storia che va ad aggiungersi al suo composito legendarium, o l’autore prende spunto da episodi presenti nelle storie già pubblicate per aggiungervi dettagli e note solo all’apparenza linguistiche, poiché è proprio dall’analisi di queste annotazioni che si è a volte in grado di interpretare passaggi presenti in altre opere.

E così dall’analisi di termini quali ósanwe, kenta, fëa, hröa, níra, lata, patha e sama prende luogo la meravigliosa spiegazione di come tutti gli esseri senzienti possano comunicare mentalmente fra loro, a partire dal più elevato di tutti, Eru, fino agli uomini mortali, passando attraverso alle menzogne ideate dal nemico, Melkor, per irretire quest’ultimi. Dalle note su óre, veniamo invece a conoscenza della mente interiore degli Elfi, nella quale si generarno sensazioni profonde e vere che risiedono e si percepiscono nell’anima e che, a volte, provengono indirettamente da Eru attraverso i Valar.
Infine, come non ammirare il genio creativo di Tolkien, quando, per poterci spiegare le origini e i legami dei termini elfici per le varie parti della mano, riesce ad inventare e a narrare i giochi infantili con cui gli elfi trasformano le dita in famiglie assegnando loro simpatici vezzeggiativi? Oppure quando Tolkien non si limita a registrare che mátengwie vuol dire “linguaggio gestuale”, ma ce lo descrive con tale maestria da permetterci di riprodurre tali gesti con delle illustrazioni?

I saggi contenuti nel presente volume non sono quindi solo degli splendidi esempi della perfetta padronanza di Tolkien della filologia e delle scienze linguistiche, materiale perciò di estremo interesse per quanti studiano le lingue elfiche, ma entrano a far parte a pieno titolo del bagaglio informativo e di racconti lasciatoci dal Professore di Oxford sulla Terra di Mezzo e che ci aiutano a gettare sempre più luce su questa affascinante, ed in parte ancora inesplorata, subcreazione.

Oltre ovviamente all’immenso piacere di leggere, ancora una volta, una nuova opera di Tolkien.

(R. Fontana, A. Ladavas)

lunedì, maggio 19, 2008

Stella del Mattino: recensioni e appunti sparsi nell'attesa

Nell'attesa che i bolgeri, o almeno alcuni di loro, abbiano terminato di leggere Stella del Mattino e/o si siano formati un'opinione in merito, Wu Ming 4 risponde "per immagini" ai suoi recensori. Tra loro, vengono citati Saverio Simonelli, che tutti ben conosciamo (qui la sua recensione), e R.S. Blackswift (qui), a sua volta autore - o sarebbe meglio dire autori - del delizioso noir Monocromatica, che personalmente consiglio. Tra le altre recensioni sparse per la rete, anche quella di Andrea Fannini e di Giuseppe Genna. Imprescindibile anche l'intervista all'autore su Erba Mate. Infine, da tenere d'occhio, come giustamente ci ricordava il buon Giacomo, il dibattito attorno al saggio New Italian Epic.
Stay tuned.

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lunedì, maggio 12, 2008

Resoconto incontro 11/05/2008

...e dopo lunga e compianta assenza, ritornano anche i resoconti mensili.

Presenti: Shelidon & Tafkal, Dawid & Donatella (acciaccata), Nymeria
Forfettari dell'ultima ora: Tarabas

Il raduno si è aperto con una notizia dai nostri amici veronesi, i Rohirrim: come mi annuncia il buon Dèorwine via e-mail, venerdì 16 maggio alle ore 21 il gruppo organizzerà alla Libreria Mondadori di via Verdi 50, in quel di Mantova, un simpatico incontro di presentazione. Oggetto dell'iniziativa, la presentazione del libro La Musica dei Lingalad - da Tolkien ai Segreti della Natura, di Donato Zoppo (ed. Bastogi). Un nuovo entusiasmante tassello nel già ricco panorama editoriale italiano. Ne sentivo davvero la mancanza.

Archiviate le buone notizie, siamo passati a ragguagliare Nymeria sulla situazione Festival Tolkieniana Net, portando alla sua attenzione alcune recenti e-mail dall'apposito gruppo di discussione. [omissis per cui rimando alla mailing-list]
Dopo aver inviato appositi auguri a Frodo, densi di bolgericità e cui altrettanto bolgericamente la bolgera ha risposto con un leggiadro sms da Angera, l'allegro consesso è passato ad esporre alcune proposte di iniziative, per le quali rimando al resoconto del pic nic e, in mailing-list, a successiva e-mail per mettersi d'accordo.
Abbiamo inoltre fatto girare un po' la copia che la capofamiglia ha regalato a colui che la onora della sua compagnia, Stella del Mattino di Wu Ming 4. Perché, chiederete voi. Il perché è chiaro dal risvolto di copertina: «Oxford, 1919. Il Primo conflitto mondiale è appena terminato e una schiera di giovani reduci torna sui banchi universitari. Le ombre dei compagni morti popolano le loro notti, la routine accademica non ha risposte da offrire all’orrore vissuto al fronte. Da un giorno all’altro l’austera quiete dei college è turbata dall’arrivo di T.E. Lawrence, il leggendario «Lawrence d’Arabia». Partito da Oxford come archeologo e divenuto ispiratore della rivolta araba contro i turchi, l’uomo d’azione ha ora un nuovo incarico: scrivere il memoriale della propria impresa. Mentre i ricordi prendono vita, la saga di «Lord Dinamite» si alterna alle vicende di tre sopravvissuti al massacro: John Ronald Reuel Tolkien, filologo e scrittore di racconti; Clive Staples Lewis, studente di lettere che dalla guerra ha avuto in dono una doppia vita; Robert Graves, poeta che tenta invano di affrancare i propri versi dall’incubo delle trincee. L’incontro con Lawrence cambierà per sempre le loro vite, costringerà ognuno a confrontarsi con i propri fantasmi e sarà il punto d’origine di nuove memorabili storie.»
È in programma una recensione del libro, se non più d'una. Nel frattempo mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano il nostro lettore ufficiale di Wu Ming, l'Ubi Mario, e il nostro recensore preferito, Fritz Tegularius. Se siete in ascolto, fate un cenno.

Sviscerati questi ed altri simpatici argomenti, dopo essersi soffermati a raccontare al capofamiglia del fermento culturale che si respira sugli altri canali tolkieniani, il gruppo si è spostato alla solita gelateria Grom e alla solita libreria Feltrinelli, per poi sciogliere il raduno e riaccompagnare a casa la dolorante Donatella. Come sono state le altre iniziative del week-end? Legnano è bruciata bene? E il concerto a Calco? Raccontate raccontate raccontate.

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martedì, maggio 06, 2008

Lilium Aeris chez Bacca




Accorrete accorrete accorrete. L'ensemble Lilium Aeris, di cui abbiamo l'onore di ospitare tra le nostre fila illustri nonché membri, domenica 11 maggio (giorno peraltro del raduno bolgerico) alle ore 21 terrà in quel di Calco, e più precisamente nell'abbazia di Arlate, un concerto di musica medievale.
Ecco di che si tratta per bocca della newsletter del gruppo:

«Cari amici,
siamo lieti di invitarvi al prossimo concerto dell'ensemble Lilium Aeris
che si terrà l'11 maggio presso l'abbazia di Arlate, Calco (provincia di
Lecco).
In questa pagina trovate alcune informazioni sull'evento al quale
parteciperemo.
Si tratterà di un concerto incentrato su musiche del XII-XIII secolo e
includerà i brani del nuovo album di musica medievale al quale stiamo
lavorando oltre a musiche del repertorio trobadorico.»

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lunedì, maggio 05, 2008

Le déjeuner sur l'herbe: lost in Fagnana un anno dopo



Non è stata la rimpatriata che avevamo programmato, non è stata l'iniziativa che avevamo sperato, non c'è stata l'affluenza che avevamo previsto, l'organizzazione è stata tutt'altro che impeccabile. Eppure ci siamo divertiti. Ehi, vi ricorda niente?

Come annunciato a più riprese tra mailing-list e incontri vis-à-vis, ieri alcuni bolgeri si sono recati in Fagnana per un pic-nic commemorativo ed una piccola discussione su possibili iniziative future. Ecco il resoconto della piacevole giornata bucolica.

Presenti: Shelidon & Tafkal, Donatella & Dawid, Paolo & Andrea
Ordine del giorno: pranzo di fronte alla Fagnana, svacco accanto alla Fagnana, proposte e dissertazioni su iniziative presenti, passate e future, selvaggia partita a Munchkin.
Menu: insalata di pasta col tonno cucinata da Dawid in un modo che a Dawid non andava bnene, tortino rustico che a Dawid non è piaciuto, schiacciata che Dawid ha reputato di inadeguata consistenza, pane e salumi (su cui Dawid non si è pronunciato), torta di mirtilli, ciliegie.

Dopo aver ragguagliato i presenti sulla questione III Festival e sugli sviluppi di Tolkieniana Net, il gruppo si è lanciato in una bolgericissima discussione su una serie di progetti a breve termine, più o meno realizzabili. Rimandando alla mailing-list per l'esposizione di alcuni di questi progetti, ecco alcune proposte di uscite ed incontri per il prossimo mese:
  • sabato 10 e domenica 11 maggio: fiera del libro di Torino:. Come annunciato da Alberto in mailing-list, il week-end del raduno ordinario bolgerico c'è la fiera del libro a Torino. Come sottolineato da Alberto, se ci si va sarebbe il caso di andarci sabato. Ma ci si va? Non sono sicura che mi interessi.
  • domenica 11 maggio: palio di Legnano: come caldamente annunciato sempre da Tarabas in mailing-list, la domenica del raduno in quel di Legnano si svolge il palio delle contrade. E sono ragionevolmente sicura che non mi interessi (ma se l'iniziativa riscuote adesioni, si può pensare ad un raduno bolgerico fuori porta);
  • domenica 18 maggio il FAI organizza, al Monastero di Torba (provincia di Varese) la messinscena "Un giorno nella storia": «una compagnia di attori girovaghi racconterà ai visitatori, tra realtà e fantasia, le vicende di coloro che in questo luogo vissero ormai più di mille anni fa: il capocomico, che racconta del suo vagare di piazza in piazza alla ricerca della gloria; la Madre Superiora, che si lamenta dell'esuberanza di una novizia, rinchiusa contro il suo volere nelle mura del convento; il legionario, che attende inutilmente l'arrivo dei temibili e pericolosi invasori dell'Impero; infine la semplice contadina, che scandisce il tempo della vita con lento susseguirsi delle stagioni.»;
  • domenica 25 maggio a Villa Della Porta Bozzolo (Casalzuigno, sempre nel varesotto) sempre il FAI organizza "Storie di teatro", un'iniziativa legata ai burattini (e qualcuno faceva anche notare che se ci interessa il genere potremmo anche evitare di inerpicarci fino al varesotto e andarci a vedere i Colla quelli veri, ogni tanto;
  • ancora il FAI organizza domenica 25 maggio al Castello della Manta (nel cuneese) l'iniziativa Affreschi in scena, con visite guidate per il parco e rievocazioni medievali, scene di caccia e quant'altro;
  • fino a lunedì 2 giugno, a Palazzo Reale, staziona la mostra sul futurista Balla (per la gioia di Elderion) riguardo alla quale alcuni bolgeri hanno espresso interesse: non è il mio genere ma, anche qui, laddove l'iniziativa riscuotesse adesioni si può pensare ad una gita culturale bolgerica.
Vi ricordo poi che, anche quest'anno, verrà molto probabilmente ripetuta la gita bolgerica a Gardaland, quasi sicuramente dopo il 12 maggio e sicuramente infrasettimanale: i bolgeri e non che fossero interessati a bigiare il lavoro / la scuola / l'università diano una voce.

Conclusioni della giornata:
  • a Dawid non va mai bene niente;
  • la dovete smettere di darci buca;
  • non siamo abituati a stare all'aperto;
  • nessuno di noi è allergico al polline dei pioppi;
  • abbiamo bisogno di una cesta per il pic-nic bolgerica;
  • il niubbo a Munchkin va fermato a prescindere, non importa quanto sembri arrancare, perché finisce sempre col vincere.

Nelle immagini, in ordine a partire dall'alto:

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