Google+ Bolgeri - il Gruppo Tolkieniano di Milano: Uno gnomo, due galline e la Baba Yaga al forum di Assago

sabato, settembre 15, 2012

Uno gnomo, due galline e la Baba Yaga al forum di Assago


Domenica 16 settembre al forum di Assago la filarmonica della Scala, diretta da Andrea Battistoni eseguirà un programma d'eccezione con il concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore op. 83 di Brahms ma soprattutto con i Quadri da un'esposizione di Modest Musorgskij, nella trascrizione per orchestra di Ravel.

Pagina del concerto qui.
posto unico numerato € 5

Nell’aprile del 1873, a seguito della prematura morte dell’architetto e pittore russo Victor Hartmann, il critico Vladimir Stasov curò l’allestimento una mostra di dipinti e disegni all’accademia imperiale d’arte di San Pietroburgo. Questa selezione, che comprendeva oltre quattrocento opere e di cui ben poco si è conservato, ispirò l’amico Modest Mussorgsky alla composizione di una suite per pianoforte in dieci parti nota come Quadri da un’esposizione. La suite venne poi arrangiata nel 1922 da Maurice Ravel in una più nota versione per orchestra, che ometteva la quinta ripresa della Promenade.
L'opera si compone di dieci pezzi per altrettanti dipinti.


N.1 – Gnomus. Accompagna quella che è stata ipotizzata essere la raffigurazione di uno gnomo che corre sulle sue gambette deformi o il disegno di uno schiaccianoci in legno con grandi denti. È un pezzo vivace, impressionista, che se fossi Howard Shore non rinuncerei a citare nella colonna sonora dello Hobbit.

N.2 – Il vecchio castello (sic). Di impronta quasi romantica e dal titolo italiano, si dice sia stato influenzato dalla piccola figura di un trovatore inserita da Hartmann, da bravo architetto, per rendere la scala di un castello medievale raffigurato ad acquerello.

N.3 – Tuileries (Dispute d’enfants après jeux). Uno dei pezzi più popolari, una vivace rappresentazione di bambini nei celebri giardini di Parigi. Come i Pini di Roma di Respighi e i Jeux d’enfants su cui Bizet scriverà pochi anni dopo un’intera suite per due pianoforti, in dodici deliziose miniature, questo brano raccoglie a piene mani dal tema delle cantilene e delle filastrocche infantili e le porta in musica, insieme al delicato rincorrersi di quelli che i fiati ci tratteggiano come uccellini nel parco.

N.4 – Bydło. Si passa dai giardini francesi a questo bozzetto appesantito, che parte in fortissimo, evocante un grande carro trainato da buoi. È uno dei pezzi che maggiormente vede divergere l’impressione originale di Mussorgsky dall’interpretazione di Rimskij-Korsakov e, di conseguenza, dall’arrangiamento che Ravel basò sulla sua trascrizione. Nell’originale per pianoforte, il carro irrompe nella scena con immediata potenza, dando l’idea di un primo piano che poi sfuma verso l’orizzonte, con l’allontanarsi dell’osservatore. L’adattamento per orchestra invece raddoppia l’operazione di allontanamento, dando l’impressione di un avvicinarsi e poi di un recedere.

N. 5 – Балетъ невылупившихся птенцовъ. Uno dei pochissimi disegni che si sono conservati fino a noi, quello che ha dato origine alla composizione numero cinque, introdotta dalla consueta promenade. Stando a quando commentava lo stesso Stasov, questo balletto dei pulcini nei loro gusci era ispirato da un bozzetto, realizzato da Hartmann per i costumi destinati ad un balletto in due atti e tre scene del 1870, Trilby o Il demone delle lande. Si trattava di un’opera con coreografie di Marius Petipa, tratta dal romanzo Trilby, ou le lutin d’Argail di Charles Nodier. La musica di Yuli Gerber è citata nel pas de deux di Le Corsaire, tratto dal poema di Byron.


N. 6 – “Samuel” Goldenberg und “Schmuÿle”. Ispirato dalla coppia di dipinti Ebreo ricco con copricapo di pelliccia ed Ebreo povero, di proprietà di Mussorgsky e prestati da lui stesso all’esposizione, il pezzo ripete il gioco della promenade e delle Tuileries, introducendo anche questa volta una citazione musicale legata al soggetto, ovvero la cosiddetta scala Freygish che gli conferisce quel sapore tipicamente mediorientale.

N. 7 – Limoges, le marché (La grande nouvelle). Dopo una promenade quasi identica a quella di apertuea, omessa dall’arrangiamento di Ravel, si arriva a un pezzo che non gode di straordinaria popolarità. Limoges, per dovere di cronaca, è una cittadina della Francia centrale, capitale della Limousin e patria di un famoso smalto (non per unghie).


N. 8 – Catacombæ e Con (sic) mortuis in lingua mortua. Un dipinto in cui Hartmann raffigurava se stesso nelle catacombe di Parigi, e per questo ancora più significativo essendo l’intera composizione musicale una sorta di elogio funebre. In questo senso, si potrebbe quasi dire che la potenza di questo pezzo risieda, più che nella composizione musicale vera e propria, nella scelta artistica di Mussorgsky che selezionando i dipinti decide di farne il suo culmine, una sintesi del senso profondo e dell’intimismo che al di sotto dello scherzo e delle giocose vivaci raffigurazioni è il vero motore alla base delle “passeggiate”. Al contrario di quanto si potrebbe supporre conoscendo il carattere del compositore, tuttavia, l’incontro con i morti nelle catacombe costituisce una sorta di spinta positiva verso gli ultimi due dirompenti brani della composizione: la Baba Yaga e il celeberrimo Grande Cancello di Kiev.


N.9 – Избушка на курьихъ ножкахъ (Баба-Яга). Baba Yaga, o la catapecchia su zampe di pollo, traeva originariamente ispirazione da un delizioso studio di Hartmann per un orologio in forma di capanna su zampe di gallina. La Baba Yaga è un personsggio del folklore slavo cui difficilmente si può tròvae un corrispettivo esatto: spesso raffigurata in volo a cavallo di un mortaio, è una strega che rapisce i bambini nelle notti del sabba, ma costituisce anche quella che Propp individua, nei “tipi” ricorrenti della fiaba, come il committente della quest e spesso l’eroe si mette alla sua ricerca per porle quesiti.
La composizione di Mussorgsky è uno scherzo feroce in cui si riconoscono sia le campane che scandiscono la mezzanotte sia le note di un inseguimento. È un brano che si avvicina molto ad altre radfigurazioni musicali di un sabba, compresa la Notte sul Monte Calvo dello stesso Mussorgsky.

10. Богатырскія ворота (Въ стольномъ городѣ Кіевѣ). Ultimo brano e trionfale conclusione nazionalista della composizione (reso ancora più fracassone nell’arrangiamento di Ravel) è noto come Il cancello di Kiev, anche se il titolo originale russo letteralmente significherebbe Il cancello dei cavalieri (nella capitale Kiev). Il termine originale bogatyr sta a indicare infatti una sorta di cavaliere errante, un eroe medievale non dissimile dai nostri cavalieri della tavola rotonda, che avevano in Vladmiro I di Kiev il loro Re Artù. Il disegno è sicuramente il più celebre e raffigura il progetto di Hartmann per la porta monumentale dedicata allo zar Alessandro II: culmine della sua carriera, è anche il culmine della compisizione e dell’omaggio di Mussorgsky, con autocitazioni sia dalla Promenade che dal primo pezzo, oltre a richiami della tradizione russa (tra cui un inno battesimale ortodosso) e della precedente Baba Yaga. Il forte carattere della musica, trasforma la commemorazione in un’elegia.

Il seguente articolo è liberamente rimaneggiato da un originale composto altrove.



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