Google+ Bolgeri - il Gruppo Tolkieniano di Milano: Arda a Venaria Reale - un resoconto bolgerico

domenica, dicembre 16, 2007

Arda a Venaria Reale - un resoconto bolgerico


Giornata strana, quella del 15 dicembre. Svegliati da un'allarmante telefonata mattutina dei nostri compagni di banchetto ("ma lì il tempo com'è? no, perché qui c'è giù una spanna di neve..."). Giunti in ritardo e infreddoliti in un luogo dove i condomini sorgono come funghi e Glorfindel può lamentarsi che "qui una volta era tutta campagna".
Ad allestire il banchetto nel foyer del teatro di Venaria Reale siamo noi e i Cotton, Eldalie e Granburrone, una libreria locale e naturalmente gli Ainur, che presenziano con delle magliette e il nuovo album, in cd e dvd.
Non molta l'affluenza di pubblico durante la giornata, anche se le sedie nella sezione dedicata agli interventi potevano dirsi sempre più o meno occupate: decisamente più affollato il concerto, con il gruppo che gioca in casa ed un discreto numero di partecipanti, anche se forse un po' freddini.
D'altro canto, la giornata si può considerare esser stata molto produttiva dal punto di vista umano: oltre ad aver potuto gustare i vini e la compagnia dei Cotton, si è potuto parlare con l'esimio presidente di Eldalie e la sua gentile donzella, con Paolo Gulisano, con Roberto Fontana e con il sempre impegnatissimo leader degli Ainur del prossimo festival. E scusate se è poco.

Ma parliamo del disco, tra i cui ringraziamenti nel libretto hanno l'onore di figurare anche i Bolgeri.
Si sa che io non me ne intendo, però non posso che esprimere impressione positiva: musicalità "più prog", contaminazione più produttiva con le voci recitanti rispetto a quella del primo disco, sempre interessanti contaminazioni di genere. Giusto per non smentirmi mai, amo moltissimo Anglachel - The Black Sword.
Per quanto riguarda lo spettacolo, ho potuto apprezzare ancora di più le molte voci che compongono la formazione, e in particolare lo straordinario timbro di Elena Richetta. Facendo le dovute proporzioni, ho ripensato al primo loro spettacolo cui abbiamo assistito, al primo Festival, e poi a come questo si sia evoluto in quello, straordinario, cui abbiamo assistito l'anno scorso. In questo senso, essendo questa "versione beta" molto più raffinata, sono decisamente ansiosa di vedere la versione definitiva. Se un appunto si può fare, sempre nell'ottica del miglioramento e tenendo come punto fermo che li trovo una band straordinaria sotto molti punti di vista, riguarda una mancanza di coraggio dal punto di vista visivo. Vedrei bene un abbandono delle toghe e dei costumi in favore di qualcosa di più... coraggioso, appunto, moderno. Stessa considerazione sulle scenografie. Se costumi con quello stile andavano benissimo per il primo disco, in cui le luci facevano un lavoro egregio, le nuove tinte del secondo disco forse esigerebbero una cifra visiva più marcatamente virata verso lo sperimentale.
In ogni caso, il gruppo si riconferma interessante e coraggioso (oltre che numerosissimo). E speriamo che l'occasione di un nuovo concerto sia più vicina di quanto si possa immaginare.

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