Google+ Bolgeri - il Gruppo Tolkieniano di Milano: Maria Tatar, i fratelli Grimm e Joan Acocella

giovedì, agosto 30, 2012

Maria Tatar, i fratelli Grimm e Joan Acocella


Una nuova edizione di The Annotated Brothers Grimm di Maria Tatar è prevista per ottobre e, presumibilmente, entro Natale sarà disponibile alla Hoepli di via omonima dove, fino a non molto tempo fa, nella stessa collana era possibile reperire per lo meno The Annotated Classic Fairy Tales e The Annotated Hans Christian Andersen. Per chi ( ancora) non li conoscesse, sono bei volumi sontuosamente rilegati ed editi dalla W.W. Norton & Company, in cui è possibile trovare riferimenti incrociati, note linguistiche, confronti tra le varie versioni e, non ultimo, un cospicuo apparato di illustrazioni altrettanto annotate. Lavori che piaceranno ai fan dello Hobbit annotato, ad esempio, nonché testi abbastanza imrescindibili per chiunque ricerchi una prospettiva un po' più allargata su questi testi che tutti pensano di conoscere.
Ci informa di questa nuova uscita la signora Joan Acocella nel suo articolo "Once upon a time: the lure of the fairy tale" comparso su un vecchio numero di The New Yorker (quello del 23 luglio, per essere precisi, di cui vi offro una sbirciata qui sotto e che è ancora possibile acquistare quantomeno on-line in versione digitale, per qualcosa come 4,99€). Nel suo articolo, la giornalista americana fa un'onesta carrellata storica e critica sui fratelli Grimm, sul contesto storico del loro operato, sul loro modo di operare e sulle successive revisioni che operarono alla loro... beh, alla loro operazione. Ne contestualizza i timori, con particolare attenzione a quella particolare dinamica in virtù della quale tutte le madri assassine della tradizione orale vennero progressivamente trasformate in matrigne, e le successive storpiature o appropriazioni indebite, da quel nazionalismo tedesco di ben altra natura che meglio conosciamo ai recenti exploit delle femministe, per arrivare poi a Jack Zipes (Chi ha paura dei fratelli Grimm?) e alla stessa Maria Tatar, decisamente la più equilibrata del quadro. La sua risposta alla domanda perché leggere i Grimm? ha un taglio decisamente morale (anche se non moralistico) e sociale (anche se non socialista), e non sembra tenere in considerazione aspetti letterari o anche solo culturali della faccenda, ma è comunque un articolo che merita di essere letto.



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